Franco Pittau, Karolina Perić, I paesi di origine dei preti e delle suore in Italia: la necessità di una preparazione linguistica anticipata e il ruolo del volontariato - p. 7
Gli autori, esperti rispettivamente negli ambiti interculturale e socio-statistico, affrontano ampiamente questi aspetti. Quanto alle statistiche, le conoscenze sulla ripartizione degli operatori pastorali nel mondo sono piuttosto ampie, grazie alla pubblicazione dell’Annuario statistico della Chiesa cattolica. Sono altresì note le carenze numeriche del clero diocesano, documentate dai rapporti dell’Istituto Cattolico per il Sostentamento del Clero, così come quelle delle religiose, con studi meno ricorrenti e meno sistematici rispetto a quelli disponibili per i sacerdoti.
Tali carenze sono attualmente compensate, almeno in parte, dall’arrivo di preti e suore dai paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina, dove una maggiore presenza di operatori e operatrici pastorali consente di praticare forme di cooperazione missionaria con l’Italia.
L’articolo, addentrandosi nei meandri dei visti d’ingresso e dei permessi di soggiorno – archivi complessi e non suscettibili di letture frettolose – cerca di quantificare i flussi e le presenze stabili per motivi religiosi. Ciò consente di compiere significativi passi in avanti nella conoscenza del fenomeno, evidenziando al contempo come si tratti ancora, in larga misura, di un campo inesplorato, soprattutto per quanto riguarda le religiose.
Non manca, infine, un’attenzione operativa a sostegno di questi flussi, con la raccomandazione, per quanto possibile, di promuovere una socializzazione sociolinguistica anticipatoria di questo personale pastorale, ricorrendo alle strutture già operanti e al coinvolgimento del volontariato parrocchiale a sostegno di chi deve arrivare.
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