Antonio de Ruggiero, L’emigrazione degli italiani in Brasile - p. 29
Nel presente testo si analizzano sinteticamente le principali dinamiche riguardanti l’emigrazione italiana in Brasile. Nel periodo della Grande Emigrazione (1875-1914) il Brasile accolse circa un milione e trecentomila connazionali, diretti inizialmente verso le colonie agricole nel Sud del Paese e, successivamente, verso le terre della caffeicultura. Inserita all’interno di politiche di incentivo, anche per la sostituzione della manodopera schiava nelle fazendas, tale mobilità fu caratterizzata sia da opportunità di ascesa sociale sia da situazioni di sfruttamento. Gli italiani contribuirono allo sviluppo agricolo, e successivamente all’industrializzazione e al commercio urbano. Ebbero inoltre un ruolo rilevante nella formazione del movimento operaio e nella vita associativa, nonostante le restrizioni imposte durante lo Stato Nuovo (1937-1945). Nel dopoguerra, nuovi flussi, più ridotti e qualificati, rafforzarono la presenza della comunità italo-brasiliana. Attualmente, si stima che circa 32 milioni di discendenti mantengano viva questa eredità, fondamentale per la cultura, l’economia e la società brasiliane.
Documenti allegati:
3_de_ruggiero.pdf