Il sistema di sorveglianza biometrica alle frontiere dell’UE - p. 139

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Costanza Di Francesco Maesa, Il sistema di sorveglianza biometrica alle frontiere dell’UE - p. 139


Al fine di garantire la sicurezza nell’UE, negli ultimi anni sono stati rafforzati i controlli alle frontiere esterne e sono stati installati sistemi di sorveglianza, anche biometrica. L’uso di questi ultimi, tuttavia, mette seriamente a rischio alcuni diritti fondamentali dei cittadini dei Paesi terzi che intendono attraversare le frontiere. È per questo che in questa sede analizzeremo le conseguenze derivanti dall’uso crescente di sistemi di Intelligenza Artificiale (d’ora innanzi IA) per gestire i flussi di cittadini di Stati terzi alle frontiere esterne dell’UE. A tal fine, esamineremo il ruolo svolto dalle banche dati europee su larga scala e dai sistemi di IA che sono utilizzati sia per sorvegliare le frontiere esterne che per prendere decisioni nel settore dell’immigrazione. Esamineremo quindi la disciplina prevista nel Regolamento sull’IA nel settore dell’immigrazione e l’asilo e approfondiremo le conseguenze derivanti dall’utilizzo di sistemi di riconoscimento facciale. Saranno, infine, valutate le ripercussioni che l’uso di questi sistemi comporta per i diritti fondamentali, e in particolare per i diritti di cui agli articoli 7 e 8 della Carta, per il diritto di accesso, di rettifica, di cancellazione, per il diritto ad un rimedio effettivo e per il principio di non discriminazione. La domanda a cui il presente contributo intende rispondere è, pertanto, la seguente: fino a che punto le esigenze di sicurezza possono giustificare la compressione e la violazione dei diritti dei cittadini dei Paesi terzi e di tutti i viaggiatori in generale?






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